venerdì, 12 gennaio 2007, ore 19:56




CapitanFede

mercoledì, 29 novembre 2006, ore 01:01




Chè, alle volte, per guardare lontano bisogna salire un po' più in alto.


(Romania 2006)
CapitanFede

venerdì, 15 settembre 2006, ore 15:46

CapitanFede

giovedì, 31 agosto 2006, ore 13:01




«Le rughe mostrano che si è vecchi, decrepiti,oppure che si è abituati a sorridere sempre.»

Carlos Santana



Io e un simpatico vecchietto, abitante di uno dei tanti paesini che abbiamo attraversato, uscendo da uno dei tanti sterrati che abbiamo fatto. Nell'attesa dei due paracarri, io e Spike ci fermiamo a prendere fiato, quando questo simpatico nonnetto mi si avvicina e comincia a chiedermi chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Mi parla della sua vecchia Jawa, dei suoi amici in Italia, della sua giovinezza mai sopita. Ci offre di fargli compagnia davanti a una birra, ma a malincuore dobbiamo rifiutare causa tempo che corre.
I suoi occhi piccoli e stretti mi hanno scrutato con curiosità ed emozione. Le sue labbra screpolate mi hanno narrato di imprese di gioventù e di emozioni mai dimenticate senza mai privarmi di un sorriso. Le sue mani tagliate dal sole e dalla terra hanno stretto le mie, pallide e callose, come a lasciarmi una benedizione affinchè il nostro viaggio proseguisse senza intoppi.
Ciao Vecjo, ci vediamo tra qualche anno.
CapitanFede

giovedì, 24 agosto 2006, ore 19:41

Ho uno strano modo di raccontare le cose che mi accadono. Tendo ad amplificare, ad enfatizzare, ad ingrandire. Non nel senso che faccio le cose più grandi di quel che sono, quanto piuttosto che cerco sempre di trasferire, nel mio parlare, le stesse emozioni che ho provato nel viverle. E' caratteristica dei gemelli, d'altronde, vivere la vita con piena intesità, dato il nostro carattere infuocato e passionale.

Mi son sempre chiesto se questa mia irruenza non potesse generare, nell'interlocutore, un qualche sospetto di "faziosità". Temevo infatti che potessi risultare come i giullari dei tempi antichi, quando le storie e la storia venivano tramandate per passaparola da viandanti e menestrelli che spesso ricamavano con la fantasia attorno ai fatti realmente accaduti. Questo mio tarlo si è intensificato ultimamente, dato il periodo particolarmente denso di ghiotte occasioni e fantastici avvenimenti che sto vivendo.

Tempo fa una persona a me molto cara, nel culmine del mio innamoramento e del suo contrario distaccamento, mi ha sputato in faccia tutto quanto temevo, senza zollette di zucchero e senza mezzi termini. "Ti succedono cose normalissime, ne' più ne' meno di quello che succede al 90% dei tuoi simili. Eppure chissà perchè tutto ciò che accade a te dalla tua bocca appare come inevitabile, inimitabile, più bello e più interessante di tutto quello che accade agli altri." Mi ha accusato, insomma, di romanzare tutto quello che raccontavo.

E' stato come ricevere una pentola d'olio bollente in testa. Ho smesso di parlare delle mie cose. Poche persone, davvero molto poche, conoscono tutto quello che ho vissuto e che mi è capitato da febbraio ad oggi. Anzi, ad oggi nessuno conosce TUTTO. Tra i pochi di cui mi sono fidato alcuni sanno alcune cose, altri ne conoscono altre. Non per sfiducia nei loro confronti, ma per timore di essere ancora bollato come "romanziere", quando invece mi considero semplicemente ENTUSIASTA.

Qualche giorno fa il destino mi ha fatto conoscere una persona. Per puro caso, in una situazione totalmente avulsa e strana. Pur essendo un perfetto sconosciuto, con una semplice domanda mi ha dato il la per rovesciargli addosso parte delle emozioni che avevo appena finito di vivere. Ho cominciato a parlargli, a raccontargli quello che avevo appena finito di vivere, i "pugni nello stomaco" che mi ero andato a cercare e mi ero trovato, le emozioni che avevo provato. Forse proprio l'essere lui uno sconosciuto mi ha dato il coraggio di aprirmi. Dopo un po' che parlavo mi son bloccato. Colto dall'improvviso terrore di risultare ancora una volta "romanzesco". Eppure, lui ha incalzato chiedendomi ulteriori dettagli, consigli, aneddoti. Ho visto nei suoi occhi la voglia di sapere, di conoscere, di provare le stesse cose che avevo appena finito di provare io. E (credo) il bisogno di ricevere uno stimolo a osare, a inseguire i suoi sogni anche se gli paiono così lontani e difficili da realizzare. Ho visto in lui gli occhi di un bambino che ha la voglia e la paura di salire sulla giostra. Quegli occhi mi hanno rincuorato, facendomi di nuovo sentire entusiasta invece che enfatico, romanziere e - in definitiva - inadeguato.

Andrea, prendi l'Africona e vai a dargli del GAAAAAAAASSSSSSSS!!! Così il bambino sarà salito in giostra e il giullare avrà tenuto fede al suo impegno.

CapitanFede

lunedì, 21 agosto 2006, ore 14:58

CapitanFede

lunedì, 21 agosto 2006, ore 00:06

Insomma, siamo sinceri: non credo che sarei capace di vivere in Romania. Troppo diversa la terra, troppo diversa la gente, troppo "povera" per noi "cittadini fighetti".

Quindi, ho deciso di tornare, e l'ho fatto.
Ora sono a casa. Beh, insomma.. quasi.

Certo, c'è stata una bionda tentazione molto forte, ma... non posso correr dietro alle bionde per tutta la vita.

Domani sistemo la moto, che dopo 5.300 km ne ha bisogno.
Poi, inizierò a scrivere il racconto di questo viaggio fantastico, di tutte le asperità, di tutte le cose che sono andate bene e di tutte le cose che sono andate male (e ce ne son state parecchie). Ero consapevole che sarei cresciuto, ma non credevo così tanto.

Per ora, volevo solo dare un cenno di vita, anche perchè ci son talmente tante cose da dire che non so quanto ci metterò a scrivere tutto. Ci vuole un po' di pazienza, ma ne varrà la pena.
Ma c'è ancora qualcun che legge queste pagine?
CapitanFede

venerdì, 04 agosto 2006, ore 15:04

Popolo di navigatori, erranti e sognatori mi congedo da voi per questa mia Grande Avventura. E' con una certa apprensione che mi appresto a partire, ma non di meno condita da entusiasmo e curiosità. La voglia di mettere alla prova le mie capacità è come sempre stimolo di progresso e l'altissimo spessore tecnico e - soprattutto - umano dei miei compagni di viaggio sono garanzia di successo. La preparazione è stata finora perfetta e meticolosa, il che mi lascia tranquillo sul fronte logistico. Se anche il Fato si mette a collaborare, verrà fuori una Grande cosa.

Ci rileggeremo tra tre settimane, con un sacco di racconti, aneddoti e fotografie. Insomma, quando tornerò sarò un po' più grande di quel che sono adesso.

Buona strada, Capitano!
CapitanFede

venerdì, 04 agosto 2006, ore 10:42

Nonostante i miei 100 e passa mila km, nonostante le ore, i giorni, i mesi passati in sella, nonostante le avventure vissute e i posti visitati, ogni volta che vedo immagini come questa non posso fare a meno che sentirmi eternamente principiante...



03 Agosto 2006 - h. 12.35 - Passo dello Stelvio
CapitanFede

venerdì, 28 luglio 2006, ore 14:35

CapitanFede

venerdì, 28 luglio 2006, ore 10:11

CapitanFede

mercoledì, 26 luglio 2006, ore 01:15

- 11.

Il giorno della partenza si avvicina. E i preparativi fervono. Dopo circa un mese di ricerche sono finalmente riuscito a mettere insieme tutti i pezzi necessari per l'allestimento da viaggio. Dopo aver litigato furiosamente con i simpaticissimi corrieri SDA che a dispetto di quello che scrivono sul sito NON sono passati a consegnare i pacchi, sabato pomeriggio mi sono presentato in cortile al cospetto della Poderosa armato di ogni tipo di attrezzo e chiave inglese per montare i seguenti accessori:

- paramani originali Aprilia arrivati direttamente dal Mago del Bicilindrico;

- paracarene originali Aprilia trovati all'ultimo momento per gran botta di culo a Verona (a quanto pare era l'unico kit rimasto in circolazione);

- supporti per le valigie Hepco&Becker;

- valigie Hepco & Becker presi di seconda mano da un allestimento smantellato da un Rally Raid a Roma.

Con il fondamentale aiuto e supporto del prode babbo (che secondo me voleva esser certo che non gli sdrenassi la moto) e con la benedizione di San Mac Gyver, è andato tutto liscio fino al fatidico momento di issare le valigie ai supporti. Ecco, io dico, ma ti pare che la Hepco & Becker mi fa pagare 209 - DUECENTONOVE - Euro un telaietto di metallo e poi non mi da in dotazione due minuscoli merdosissimi staffini necessari per l'aggancio dell'uncino di sicurezza delle valigie? Morale della favola, per tornare a Milano abbiamo dovuto legare una valigia sul sedile passeggero e l'altra sopra al bauletto. Meno male che ho viaggiato di notte e mi si vedeva poco.

Ad ogni modo, per un'altra decina di euro l'importatore italiano della H&B mi "smercia" una coppia di 'sti merdosissimi staffini. Meno male che almeno hanno la sede a Milano...

Nel frattempo, comunque, è arrivato direttamente da Mamma Aprilia un altro kit di montaggio delle valigie - questa volta con tutti gli staffini al loro posto - prelevato direttamente da una Rally Raid del parco stampa. Con questo Rally Raid ci devono aver fatto un rally per davvero, perchè una volta montato (stasera non ho resistito) rimane a livello con l'asfalto solo quando la moto è appoggiata sul cavalletto laterale.. ha ha ha, chissà che botte ci hanno preso con quell'argagno! Ma alla fine, son stato dieci minuti a guardare e riguardare la moto da tutte le angolazioni e sono arrivato alla conclusione che le valigie fuori bolla la rendono ancora più incazzata.

Ora il mezzo è davvero imponente. I paramani e i paravacche, visti da davanti, incutono un certo timore. La valigie in alluminio mi allargano di un bel po' la carreggiata, ma almeno sono funzionali a portare tutti i bagagli senza paura che me li freghino ad ogni sosta o senza problemi di rotture o inconvenienti in caso di cadute o sdraiatine (che del resto ho messo in conto, dato che faremo parecchio off road).

Con questi accessori, l'allestimento è quasi completo. Domani la porto dal meccanico per tagliando, revisione e sistemazione di alcuni piccoli dettagli. Tipo il relais dell'avviamento... Il gommino del cavalletto... LE PASTIGLIE DEI FRENI....

Ah, dimenticavo, ho anche ordinato un kit di leve di riserva: i due freni, la frizione e il cambio. Che non sia mai che devo stare fermo due giorni per una banale scivolata.

Ora mi manca solo da procurarmi degli attrezzi un po' più seri rispetto a quelli che da' l'Aprilia in dotazione e i kit antiforatura (ci penserà il prode Ventu, spero).

Con questo, l'allestimento tecnico dovrebbe essere completo e... la Leonessa sarà definitivamente pronta a ruggire!

Domenica, intanto, vado a BO dai miei futuri compagni di viaggio per l'ultimo brief pre partenza. Mancano solo 11 gioni. Ma mi sembrano 11 mesi. Non vedo l'ora di salire in sella e puntare verso ovest...
CapitanFede

mercoledì, 26 luglio 2006, ore 00:23

...alle volte proprio non capisco.



13 anni che vado in moto.

Poco meno di 120.000 km all'attivo.

Su 5 mezzi a due ruote diversi.



E vado a sdraiarmi come un novellino alle prime armi: chiudendo il gas a metà curva...



Meno male che ho appena montato i paravacche.

Meno male che non mi son fatto niente.

Meno male che... cazzo, ma non si smette mai di essere babbei?
CapitanFede

domenica, 02 luglio 2006, ore 01:44

Squilla il telefono.


Carluzz: Ciao Dick. Dove vai quest'estate in vacanza?
CapitanFede: Ciao vecchio pazzo d'un bolognese! Non so ancora, credo andro' in montagna a fare l'orso come al solito.
Carluzz: Mo va la', lascia stare le montagne che poi ti fan fare la fine dell'orso Bruno. Ti chini un attimo per raccogliere una bacca e PEM! ti trovi una rosa di pallini nel culo. Dai retta a me, prendiamo le moto e andiamo in Romania.
CapitanFede: In Romania? Beh si, dietro l'angolo.
Carluzz: Ma si dai, che la' c'e' pieno di figa!
CapitanFede: Ma io non voglio andare in vacanza per andare a figa!
Carluzz: Beh te intanto vieni, che poi la' vado io a figa per tutti e due.


!!


Insomma, eccomi qua ad organizzare dal nulla quei 4.000 km che ci porteranno a scalare i Carpazi, bere un drink con il Conte Dracula, prendere il sole sulle coste del Mar Nero e veleggiare sul delta del Danubio. Sara' la mia prima volta all'estero con la mia fedele dueruote. Nonostante io abbia quasi 120.000 km sulle natiche, ho raramente varcato i confini della Madre Patria e comunque mai per viaggi cosi' lunghi. Bene, e' una nuova sfida che mi si pone davanti e voglio vincere.


Vi sono molte cose da decidere, ancora. Innanzitutto, con quale moto andare. Viste le zone, la Caponord sarebbe l'ideale. Ma... come faccio a lasciare a casa il CBR? Fedele compagna di 60.000 km? Sara' una scelta ardua. E poi, bisogna organizzare i bagagli, le attrezzature, il vestiario.... si si, avro' proprio di che divertirmi.


Per ora, l'unica idea chiara che abbiamo e' la parola d'ordine che vigera' in questa vacanza: relax. Niente stress, niente tappe prefissate con roadbook inflessibili e alberghi prenotati, niente deadline, niente di niente.


E su una cosa siamo d'accordo: il primo che dira' cose tipo "Siamo in ritardo" o "dobbiamo andare", verra' immediatamente abbandonato sul ciglio della strada legato al guardrail con una fettuccina!

CapitanFede