Guardiamo in faccia la realtà: nonostante tutti gli oroscopi si ostinino a dire che per i Gemelli sia un periodo fantastico, questi giorni proprio fantastici NON lo sono. O meglio, lo potrebbero essere se escludessi una nuova crisi di cefalea - dopo più di un mese –, un’influenza che non ne vuole sapere ne’ di esplodere ne’ di passare, un clima in ufficio che definire “teso” è come dare del “moderato” a Benito Mussolini, un conto in banca che non è mai stato così rosso... Come dire: a parte tutto, tutto bene. Se fosse vero il detto popolare secondo cui dalla vita si ha in funzione di quanto si da, io devo esser stato proprio un grande stronzo nei miei primi vent’anni di vita. E sì che non mi pareva...
Nonostante io ne abbia già viste tante, ogni volta non posso evitare di stupirmi quando mi trovo di fronte all’egoismo di certe donne. Anzi, la definizione migliore è forse opportunismo. Non voglio entrare in faide “uomini-donne”, perché tanto si sa che la donna è migliore e l’uomo è solo un essere inferiore (altrimenti non si spiegherebbe perché il mondo è governato da uomini ma controllato da donne). Certo che trovo meschino e vile questo modo di fare recentemente diffuso di succhiare fino al midollo le risorse altrui per poi gettare l’osso ormai insipido sul ciglio di una strada. E’ come se vi fosse un sottile piacere sadico nel tenermi sul filo del rasoio, per poi con la stessa lama sfregiarmi il volto al primo tentativo di spingersi oltre. E’ forse vera libertà, quella di un cane alla catena “libero” di agire come vuole all’interno di spazi circoscritti da ALTRI? E’ forse vero sentimento quello che ti fa stare con qualcuno solo perché sola non sai stare?
Vorrei davvero sapere cosa passa per la testa di una donna quando passa minuti, ore, serate, giorni a cercare legame, rapporto, contatto. Quando – da motociclista – ti chiede di uscire si, “ma in moto”. Quando al cinema invece che guardare il film ti pianta per uno due dieci cento interminabili minuti quei magnifici occhioni verdi addosso, come se volesse succhiarti ogni istante di vita futura. Ma più di questo vorrei sapere come tutti questi pensieri a me ignoti possano tramutarsi istantaneamente in atteggiamenti di stupore, gelo e scandalo quando per la prima volta sono io a cercare il contatto fisico. Come a dire che quando fa comodo a te tutto va bene, quando fa piacere a me tutto è fuori luogo. Comincio a pensare di essere io, quello fuori luogo. O forse, fuori dal MONDO.
Mi consola, almeno in parte, la legale depenalizzazione del reato di abuso sessuale se contestualizzato nella prospettiva orizzontale del letto. No, non mi sono fatto di funghi allucinogeni. Pare proprio che la “
Sexsomnia” - così i ricercatori hanno chiamato questa curiosa variante del sonnabulismo - sia una specie di manna per coloro che alla mattina si vogliono sbarazzare in fretta della fisicità e del ricordo di un’ospite non gradito frutto di qualche cuba libre di troppo. “Scusa cara, può essere che io e te stanotte abbiamo fatto sesso, ma io non ero io. Ero il mio alter ego addormentato. Sai, soffro di Sexsomnia!”. Ah, dieci secondi netti per frantumare un cuore e togliersi il peso. Che paradiso!
Per non parlare dell’ancor più utile (ab)uso in caso di violenza: “Vede, signor giudice, può essere che io abbia abusato di lei, ma in realtà non ero io, era il mio alter ego addormentato. Lei si è trovata al posto sbagliato nel momento in cui sono caduto addormentato e la Sexsomnia ha fatto il resto”. Dibattimento sospeso, assolto per incapacità di intendere e di volere, caso chiuso. Ci sta che magari ci si senta pure chiedere scusa per aver dubitato della propria onestà morale.